Come fare della nostra stanchezza un motore, un generatore di vita? E da dove nascono le nostre stanchezze?
La stanchezza nasce:
- dalle aspettative deluse, aspettative nei confronti degli altri, ma più ancora, nei confronti di noi stessi;
- dal non sentirsi accettati;
- dalla paura di perdere il controllo delle cose, per cui come conseguenza si accentra tutto e non ci si fida più di nessuno;
- dalla nostra incapacità di fare una “critica abile” ossia di rivolgere la critica direttamente alla persona interessata, non generalizzando e non omologando mai; facendo in modo che la critica sia sempre rivolta all’operato della persona e mai alla persona; non limitandosi ad essa ma prospettando un’alternativa, una soluzione, mostrando sempre una grande sensibilità nei confronti della persona che si pone dinanzi a noi come interlocutrice;
- dal non saper leggere i segni dei tempi
- dal non saper accogliere la diversità
E queste, ed altre paure fanno scattare i famigerati automatismi. Ora, queste paure bisogna imparare ad elencarle, a guardarle in faccia, e vincerle.
Ma come fare per vincerle?
La parola di Dio ci viene incontro: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra”. Dobbiamo ripartire da uno sguardo benedicente sulla realtà che viviamo, dobbiamo imparare a benedire le nostre ferite. L’unica cosa da fare è fidarci dell’amore travolgente di Dio.
La crescita umana e spirituale comincia con l’accogliere il disagio piuttosto che disfarsene, guardandolo in faccia e aprendosi alla lode.
La lode è il primo “grido sensoriale” dell’Universo. Tutto il Creato è un “ritmo” di lode: “e vide che era cosa buona” … e “vide che era cosa molto buona”.
Allora come possiamo fare della nostra stanchezza un motore di vita?
Imparando a guardare fuori di noi: siamo troppo centrati su ciò che non va, su ciò che vorremmo si svolgesse in modo totalmente diverso.
E’ guardando fuori di noi che ci accorgiamo di essere tutti sulla stessa barca: feriti e al contempo guaritori.
E’ guardando fuori di noi che ci accorgiamo dei bisogni dell’altro. E il primo servizio che dobbiamo al nostro prossimo è quello di ascoltarlo. Come del resto, l’amore di Dio comincia con l’ascoltare la sua Parola.
Chi non sa ascoltare il fratello ben presto non saprà più ascoltare Dio e anche di fronte a Dio sarà sempre lui a parlare.
(scarica il testo per la liturgia penitenziale : Il combattimento spirituale)

Sogniamo tutti una vita tranquilla e senza scossoni, eppure le nostre storie personali sono fatte di lacrime, di delusioni, di riprese, di inizi, di ritorni, di cominciamenti.